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Memorie

Non esiste il silenzio, parole mute scorrono dentro un sentimento mai sedato, dentro un cuore appagato, dentro pareti assenti in un tetto ove il cielo è la quiete che rasserena. Dimoro a lungo nel breve intervallo che separa il presente dal passato, dimoro brevemente in luoghi ove il respiro si bagna di libertà e gioia, si ubriaca del leggero alito caldo, del leggero battito di ciglia al tocco tenero di un raggio vagabondo in un dì magnifico. Leggera, senza legami a frenare il volo, spazio su per il mondo, in una fetta di terra senza fondo. Non cado, non cammino, non atterro, contemplo l’animo rinvigorito dal lungo cammino. Ah quanto respiro e quanti rumori ho assorbito! Ah quante voci ho inghiottito, quante mani ho udito, sapienti nella giustizia di un vivere giusto!  Raccolgo nel cesto dei ricordi ogni memoria memore di colori, ora monocromatici, ora orfani, li ripiego, li custodisco in bauli arrugginiti dal tempo che impietoso vaga senza sosta. Sosto e bevo, sosto e mi sazio ancora affama…
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Io madre

Mi cerco tra queste mura, tra strade solitarie riecheggianti l’assoluto niente, nel verde ondeggiante carico di effluvi di rose e gelsomini. Tra le fronde gremite di verdi ciliegie, un nido pigola, una madre circonda in ali d’amore, per amore sazia in vermi scalcianti. Noi madri invochiamo, preghiamo e genuflesse al cinico comando che d’eterno cinge e detta, ci disperiamo: tiranno usurpa in chi mai distogliere vorrebbe, occhi, cuore e mani! Io madre, qui raccolgo memorie, sorrido al nido che mi nutrì, alle mani che d’amorevole carezze mi fasciarono e lasciarono per volare e costruire. Io madre, qui costruisco in abbandono senza elemosinare, affetto sguardi carezze. Io madre amo mia madre! Amo come madre! Come madre attendo il finire dei miei giorni, in consapevole imperituro testimone guardo al mio futuro che nato dal mio grembo, diverrà madre. E a mia madre, dal sorriso dipinto in colori d’arcobaleno, dedico gli istanti eterni baciando colei che mi condusse alla luce del mondo!

Rita Vieni




Ecco maggio

Il mattino è già qui con la sua luce suadente, si allarga, si espande, la voce melliflua scende argentina sino a toccare corde inespresse e nascoste. La luminosità mostra i dintorni, gli occhi denudano contorni accesi sbiaditi agli anni, la cacofonia silente ferma ad osservare il giorno innanzi. L'assonanza risalta ogni verso emesso, consonanze allegre cantilenanti precedono l'antitesi, nulla tace alla logica naturale di una natura che in maggio mostra l'essenza di sè e culmina nella metonimia di un verde screziato dal giallo intenso dentro la fertilità genuina amante e compiacente. Ecco la piena consapevolezza di una logicità senza limiti, tutto è non è, appartiene e non possiede, tutto è di una precisione infallibile, chiaramente rispettando limiti e regole.
E così è e sarà sino a toccare il buio.
Rita Vieni

LA VITA VIVE NEI RESPIRI E PERCORRE LE NOSTRE VIE

Vivere al tempo, sorridere al tempo dei ricordi, piangere al tempo dei dolori, distaccata e in consapevole volontà osservare l’umanità. Il tempo lascia tracce di sé! Al viso le rughe, al cuore ferite, alle ossa spaccate dolenti giunture, ai capelli polvere d’argento, agli occhi un velo di vita. In ogni angolo nascosto del cuore, emozioni, sentimenti, proliferi divenire; nello spazio della mente energia, pensieri, azioni. Accostare una sensazione di ineluttabilità delle cose alla caducità del tempo, un cinismo che conosce e tace. E mentre miserie e degradazione affliggono, gioia e vita appartengono e sorridono. Vivere al tempo, agire nel bene e nel male, fondere certezze e dubbi, respiri e affanni. In questo tutto, tutto e niente, poco e molto, desideri e voglie appagate. In questo tutto, io e tu, tu e io, un chiasmo lungo una breve eternità. La vita vive nei respiri e percorre le nostre vie!


Rita Vieni
immagine web


Vivere

Ora la tranquillità della luminosità morente si affaccia sulla soglia di una finestra, la vista appaga l'olfatto, il gusto si inebria della dolcezza degli attimi. Ecco, lì oltre il definito, oltre le certezze, oltre i colori scanditi da eternità brevi e lente, intravedo la mia vita che scorre in questa collina pervasa dal mio sentire. Dolcezza, non asprezza, sicurezza di sé nelle insicurezze altalenanti che si muovono nei vezzi bruciandosi nei tanti scomparti del divenire.

Rita Vieni



Un giorno

In punta di piedi, arrivo senza affanni e inganni presso la luce che non timorosa si stringe intorno al mio giorno indossando un sorriso tutto tondo. Afferro senza nulla tenere in pugno, né consistenza né pienezza nel palmo, solo il calore di una luminosità non fredda che mi scalda sin nei recessi bui della gola, del respiro, del sangue.
Animata e spronata dalla vitalità del mattino innanzi, avanzo e passo dopo passo costruisco l'attimo prima che svanisca lasciandosi dietro l'inutilità di una ragione senza ragioni o emozioni. Il passo è lento ma fermo, il respiro è intonso dai profumi inodori dei colori scoppiati dentro gli occhi che amano masticare e ascoltare la vita che vive, senza e con, ogni tipo di anime in cerca di sè, nei numerosi se e ma, afferrando o scansando voci e mani. A ciascuno il suo di giorno e che sia ricco nella povertà che circonda la pelle!
Rita Vieni 

Aprile

Strizzo gli occhi al tono leggero di un mattino luminoso e la voce lucente si affaccia dalla finestra chiusa. Piccoli spiragli lasciano oltrepassare il tocco sapiente e gaio di questo aprile capriccioso, con calma assaporo il tutto e intanto le pupille gustano l'attimo in contemporanea con l'abbraccio alla vita. Mi alzo e prendo  il non vecchio candore di una primavera giovane, acerba, in un circolo che tiene per mano, odori, profumi, colori e luce intanto che ogni cosa si posiziona nel perenne già vissuto e ancora da vivere. Buongiorno aprile!