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Visualizzazione dei post da febbraio 1, 2014

UN GIORNO D'INVERNO

La giornata si presenta cupa, il paesaggio preda della pioggia ,che  trema al ricevere tanto liquido incolore. Il cielo coperto da nubi,  che si inseguono arrabbiate, appare minaccioso, urlano, sferzate dal vento, derise dal sole che fugge e non torna, che trema al rimbombo dei tuoni, scaturiti da lampi abbaglianti. Lo scontro è in atto, le forze lottano in una accozzaglia di lamenti e  grida.  La pioggia, continua nel suo incessante cadere, inonda, allaga, spazza, trascina detriti, intasa grondaie, mentre ombrelli inesistenti, son strappati dalle mani dei passanti. E mentre il balenio dei lampi, nella lotta crudele, in un cielo rivestito da neri colori, accecato dagli scontri, si arrende, ecco che nel giungere di un attimo, tutto si placa.  Forse la quiete, forse la pace, o la nuova strategia studiata, per il nuovo e violento imperversare del tempo. Ecco un giorno d’inverno.

BUONGIORNO AMICI
Rita Vieni
 Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione I…

'A NATURA A MIRTU (con traduzione in italiano)

LA NATURA A MIRTU

La natura si 'ddiverti, si trova ‘nto so, quannu àvi modu mi si sfoga.
Mostra culura 'n posa, comu  ‘nte quadri pittati di li pittura chi gilusi di tali miravigghi, nun putennuli acchiappari e teniri pi sempri davanti a l' occhi, ci fannu fotografii chi pennelli.
Lu celu è ‘nu spittaculu, quannu stenni tutta ‘na cutra niura cu li stiddi arraccamati, ‘nta notti china di ciauru.
Lu mari, un vistituzzu di villutu blu, chi 'rrobba lu culuri o’ celu di nu jornu sirinu.
Chi diri di lu ventu, chi mafiusu sferra ‘a so forza pi lu munnu, ciatannuci ‘nfacci o’ suli, chi c’ ‘a so vampa, abbrucia la terra e ni faci purvulazzu.
Duna lu megghiu di sé, puri ‘nte jurnati di ‘sta staciuni, d’ ‘a me Sicilia, ‘nto paiseddu di cullina, Mirtu, ‘nu ‘rappiceddu di casittti 'rricugghiuti, unni l’aria è pulita, lu prugressu si firmò, l’anticu àvi lu sapuri di sanu.
Di lu so postu di vardia, lu paisi pari chi voli 'cchiappari lu celu e chistu o pi pietà o troppu amuri, pari c…

LA FELICITA'

La felicità...  E' un battito d'ali fugace... E' una intensa emozione che sale lungo pareti d'interna dimora... E' breve o lunga la durata, profondo l'effetto. A volte la voglia di non lasciarla fuggire , di catturarla, chiuderla in una teca di vetro per lasciarsi adorare, ma vana l'idea e la speranza. Ci spoglia e fugge, lasciandoci orfani e nel rimpianto di trascorsi che ci hanno amati!
Rita Vieni
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

LA LUCE DEL MATTINO

Apro gli occhi alla luce del mattino.    Tra le ciglia socchiuse  non intravedo i raggi del sole cozzare con le pareti, ma ombre silenziose e fredde. Il mio buongiorno non ha il sapore gentile dell’estate, ma conserva l’ospitalità di un mattino di un  inverno appena agli inizi, timido nel suo avanzare. In attesa del freddo gelido ,spalanco le imposte agli ultimi scampoli di sole che si apprestano  a inondare la casa, anche se tiepido surrogato. Un quadro di naturale beltà mi si pone innanzi, la stradina in discesa solitaria, poche pietre e poche foglie vi dimorano. Sorrido nel fresco mattino, alzo al cielo il viso e rivolgo l’attenzione al solito quotidiano. Buongiorno , mi preparo per la giornata.
Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.

LA NATURA

La bellezza degli attimi fugaci di dì, che pur diversi sembrano uguali, si ripresentano all’occhio di chi guarda e ne vede la dolcezza, la purezza. Attimi rubati e incatenati,  in foto istantanee, con colori unici ,macchie sparse su superficie , che mai si ripresenteranno nello stesso modo. Amo questi momenti , questi scorci di paesi, tipicamente caratteristici e non anonimi, distribuiti in percorsi, calpestati giornalmente, offerti allo sguardo di chi ama la natura e vuole preservarla. Nulla contro la sua forza, solo il giudizio umano, il rispetto per chi respira, anche se verde è il polmone del mondo, l’intensità di sopportazione non è infinita, tutto ha dei limiti. Forse i nostri stanno già ai limiti. Giungendo lungo la strada sul limitare della terra il profumo della natura sembra stordire, il suo richiamo affettuoso, il mio saluto di commiato lieto.

Rita Vieni
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.