lunedì 13 febbraio 2017

Ancora un giorno

Fuori è già luce, tagli senza calore entrano posandosi su ogni superficie respirando e dissolvendo il passato lustrato da occhi famelici e ingordi.
Ho assaporato l'abbandono nascondendo ogni affanno, ogni inganno, ogni buio mistificato da una bugia sorridente.
Adesso nel presente ascolto assonanze e consonanti, morfemi dolci e rigidi, cacofonie che come echi avvolgono l'udito rilasciando un retrogusto di rimpianto e delusione.
Rigide strade salgono fermandosi in usci chiusi, il rimbombante silenzio batte e ciarla nella prosopopea di perifrasi che hanno un unico tramite: un paese ormai spoglio!
Volgo il capo e afferro questo monovolume confezionato su misura e lo abbraccio con cura, con devozione amandone ogni imperfezione, ogni sbavatura di tono, accompagnando vibrazioni inodori anestetizzando timori, incomprensioni, dolori e delusioni.
Assaporo le montagne intorno, il mare da contorno e il gioco dei cavalloni in onde invernali che da molto lontano non giungono in rumori schiumosi ma stimolano gli occhi e i sensi e li guardo e li osservo alternativamente e sorrido, sorrido e muta, sospiro e ritorno alle mura colorate che si chiudono intorno e mi invogliano alle azioni di un giorno qualsiasi di un mese freddo e intenso, breve e lungo nel suo presente lucido dai freddi raggi inesistenti.
Dalla collina verde e ricca di poche voci il saluto al dì di vita accompagna il fru fru di melodie in corsa al tempo mentre ali pennute si stagliano fiere e nere nel celeste brizzolato di bianco del mio giorno.


Rita Vieni


Sono ancora qui

Dita sottili, trasparenti, sollecitano un respiro affrettato, una luce luminosa di un dolce luglio invade il mio olfatto, una calda intimi...