Passa ai contenuti principali

Buongiorno gennaio

Un freddo mattino insiste incessante, tormentando con pioggia e vento vetri appannati.
Le gocce scivolano silenziose, cadono giù lungo tragitti brevi e si liquefanno al candore della nuova giornata.
Soffermo l'udito a cogliere l'invito silente della luce gaudente,
Gli occhi aprono allo sguardo che si fa passo con l'adesso, addosso avverto una carezza gelida, indosso panni pesanti e d'improvviso il suono smette d'indossare la veste bagnata e si riappropria del ticchettio di una violenta grandinata.
Ehi sì, grandina!
Grandina sui tetti scoperti, grandina sulla polvere inesistente, grandina su esistenze, grandina sulla strada acciottolata, grandina sulle cime leggere di alberi spogli, grandina sul verde fiorito sul davanzale, grandina sul pian verde incolto, grandina sulle mie mani fresche di vita!
Smetto alla visione, smetto alla condivisione, smetto al movimento e incremento la fantasia staccandomi da una realtà fugace come questa grandinata già passata, un attimo vitale che accumula detriti sciolti al tepore glaciale di un cielo imbiancato da nuvoloni compatti.
Buongiorno gennaio!

Rita Vieni







Post popolari in questo blog

E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Memorie

Non esiste il silenzio, parole mute scorrono dentro un sentimento mai sedato, dentro un cuore appagato, dentro pareti assenti in un tetto ove il cielo è la quiete che rasserena. Dimoro a lungo nel breve intervallo che separa il presente dal passato, dimoro brevemente in luoghi ove il respiro si bagna di libertà e gioia, si ubriaca del leggero alito caldo, del leggero battito di ciglia al tocco tenero di un raggio vagabondo in un dì magnifico. Leggera, senza legami a frenare il volo, spazio su per il mondo, in una fetta di terra senza fondo. Non cado, non cammino, non atterro, contemplo l’animo rinvigorito dal lungo cammino. Ah quanto respiro e quanti rumori ho assorbito! Ah quante voci ho inghiottito, quante mani ho udito, sapienti nella giustizia di un vivere giusto!  Raccolgo nel cesto dei ricordi ogni memoria memore di colori, ora monocromatici, ora orfani, li ripiego, li custodisco in bauli arrugginiti dal tempo che impietoso vaga senza sosta. Sosto e bevo, sosto e mi sazio ancora affama…

Il buio dentro la luce

Osservo in questo, il colore luminoso e il soffio di vita che si sprigionano nel quotidiano di ognuno. Ognuno con la sua ombra, chiaroscuro d'essenza, con la gabbia e con il desiderio di grandi ali pennute magnifiche, con arti ad artigliare il mondo per spiccare un volo incontrastato. Che sia un lungo incipit, un intreccio carismatico, un flusso coscienzioso, una abbinamento con il monocromatico, una coesistenza con anacenosi in duetto con l'epifonema. L'epilogo, un lungo idillio nel breve corso naturale!

La mia vita addossata sulle spalle preme fuori da sé per scoprirsi gli occhi inebriati dai colori vivi e smorti. Accarezza le ombre, parla agli echi ma si solidifica quando scorge il se che raffredda il tono ballerino che arresta la corsa a perdifiato. Infine il buio dopo aver bevuto la luce!


Rita Vieni