mercoledì 5 febbraio 2014

ERRORI


Gli orrori di errori umani, impressi in occhi stanchi di vedere.
La preghiera di chi spettatore assorbe lasciti d’umana  crudeltà, inerme all’urlo d’angoscia e dolore.
. Squarciano lunghi silenzi le  parole, smuovono un sentire comune, pulsano nella rabbia dipinta di rosso, nell’atrocità di vite infrante dai  gemiti trasportati dal vento, ancora udire quei lamenti!
Il ricordo che non marcirà all’incuria del tempo, sale su rotte frastagliate, mentre  l’umanità dolente s’asciuga stille di essiccato pianto, traccia il cammino per ogni battito che s’avvicina alla verità.
Il sangue rosso di innocenti  sparso al suolo  macchiandolo, illumina giorni  che si aggiungono ai giorni e chi porge l’orecchio al grido di pietà e orrore, vede un calpestato di ciottoli insanguinati eterni, che coprono onte indelebili.
Le parole  di commiserazione si accumulano  nella purezza dei cuori che hanno raccolto atroci sentenze, atroci infamie.
Perché la violenza, la morte, la vendetta di ieri, di oggi, di un domani che speranza e pace portatore , ripone ogni giusto che respira sotto questo cielo.


Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


AMICIZIA

Amicizia, tanto  decantata,  osannata, sulla bocca di tutti, ma spesso dimenticata e tradita.
La falsità, la cattiveria, l'egoismo, la deturpano, si infiltrano tra le sue maglie e la plasmano, secondo convenienza, macchiandone la purezza dei gesti, i sorrisi, e il vero sentire.
 Su labbra sorridenti, rosse vermiglio, un sorriso maligno affiora, mentre un coltello affilato colpisce ripetutamente un cuore generoso e affamato d'affetto.
Nel  mio vocabolario, alla voce amicizia, figurano   una serie di aggettivi, altruismo, affetto, lealtà, gentilezza solidarietà, condivisione, gesti spontanei in un quotidiano normale.
Gli amici , senza secondi fini, col sorriso, genuino ,che penetra nel profondo, ci sono accanto, ricevono e offrono, uno scambio solidale, un bere da una fonte chiara, un prendersi per mano e camminare, guardare al mondo sereni, appoggiarsi nei momenti bui.
Quando si alza la cornetta  del telefono per ricevere conforto o si scrive anche un sms, la gioia nella corrispondenza .
Non sterile opportunismo, fiancata d'appoggio, mezzo, tramite, per il proprio tornaconto, facciata imbiancata dalle pareti che si scrostano.
 Il  tesoro da custodire dentro di noi, non è la ricchezza materiale, ma qualcosa di più semplice nella sua vera essenza, la verità del sentimento.


Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.



Consigli pratici per uccidere mia suocera di Giulio Perrone

Una immagine visiva, un incipit descrittivo quasi a sfiorare un futuro. Presagio? Sì, infatti, l’intreccio durante l’analisi accura...