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Consigli pratici per uccidere mia suocera di Giulio Perrone


Una immagine visiva, un incipit descrittivo quasi a sfiorare un futuro.
Presagio?
Sì, infatti, l’intreccio durante l’analisi accurata sviluppa una allegoria che accompagna sino a l’epilogo.
La figura dai gusti diversi e dalla forma sotto forma di tentazione induce già da subito nello interpretare un personaggio che assaggia e assaggia e...
Gioca a calcetto, un calcetto dai tempi studiati sino a rasentare la perfezione in tempi goderecci, riappropriandosi di un doppio gioco di ruoli usati e sfruttati in passato.
Una moglie, ora ex e ora amante, una amante presto ex e non moglie, compagna di cammino nel breve gusto che la novità concede e concederà.
Un personaggio pieno di sogni e parole trova spazio nel mezzo di un altalenarsi di via vai tra le due donne, il padre, vive nel sogno americano chiede denaro, “restituirò” afferma infine e come a voler sottolineare la diversità e tratteggiare il pensiero e la profondità dei ruoli con annessi sentimenti, maturità e modi, l’attuale compagna ne condivide con la spensieratezza e leggerezza il modo di approcciare la vita, l’ex moglie, più matura, posata e inserita in una realtà viva e vera non condivide le azioni.
Ho come la sensazione che quest’uomo viva di emozioni subitanee, di contatti e relazioni da toccare che non sia capace di andare oltre nel tempo senza vedere e toccare un corpo: quando l’amore è pelle che si arriccia solo allo sfiorare una voce lontana, quando il cuore sussulta solo a vedere una ombra solitaria su un muro immaginario, quando l’amore è lontano, ecco l’impressione: un uomo che si ciba di materia e non d’essenza!
Ho ritrovato nella seduta con la dottoressa quel bambino che guarda i gusti del gelato non riesce a scegliere e passa lo sguardo alternativamente da uno a l’altro.
Ecco l’allegoria!
Un non volere prendere decisioni, rimandare una maturità sino alla soglia dell’ingenua realtà, appagarsi dell’effimero e ricercare le radici che affondano in una logicità che si getta sotto terra nascondendola.
Un parallelismo che vive in antitesi.
Un uomo che ha paura di sé e arranca tra i binari abbandonati di una vita che scalpita e che tiene a freno illudendosi in frivolezze e non basi consecutive.
Ha paura e cerca di nascondere una ineluttabile conclusione.
La vita è illusione?
La vita è adesso o poi, quando la verità sopprimerà il fatuo e il leggero uomo, il Peter Pan?
Da leggere :)

Rita Vieni


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