lunedì 19 marzo 2018

Pomeriggio


Le nuvole si condensano tra le mie dita, scure, lente, minacciose, si avvicinano alla collina fredda  tinteggiando l'infinito del definito, scandito da rintocchi leggeri e brevi, nel silenzio della stanza.
Acuisco, dalla luce morente, l'avanzare del buio, tendo le dita e sfioro la sera che pian piano scivola sul panorama invernale.
Dimora la mia vista sulla cartolina animata, sulle luci intraviste e fisse nelle montagne lontane, sul mare scurito dal cielo annuvolato, dal chiarore di un buio presto oscurità.
La chioma, lasciata alla fredda carezza di un inverno morente non sconfitto, scivola immobile sulle spalle e riposa tranquilla e gli occhi chiudono al profumo chiaroscuro, toccando un desiderio nell'impossibile azione che segue itinerari pilotati e placidi.


Rita Vieni



CU’ SUGNU

Sugnu forsi cu’ furriannu cerca se stissa, o forsi cu’ ‘nqueta   cerca postu o’ munnu? Iò nun sacciu cu’ sugnu e chi vogghiu, ...