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'NA JURNATA DI SULI

In ammirazioni di un jornu caudu, vidu arvuli tinciuti da lu suli, fogghi cuncatinati sutta a l’occhiu di lu celu e sentu 'i mani di la luci chi ‘ccarizzunu ‘sta peddi fina.
Lu culuri di ‘stu tettu rutunnulu eni vivu, sgargianti, ci vidu picca negghi e ali niuri vulanti, ‘ntantu, mentri lu ciauru ‘nta l’aria si cunfunni cu la vita di tutti li jiorna, iò spalancu la porta chi mi porta a vigghiari.
Lu ‘bbajari fistusu di li cani, si perdi ‘nto silenziu ammuttutu e li petri si scurdaru di la genti chi un tempu si sittò e quadiò!
Mi scordu di peni e vaji, mi scordu di l’ affanni e miserii, campu cu la cuntintizza chi china di suspiri si ‘rriposa o’ bisolu di ‘na casa furtunata.
Mi scordu cca a Mirtu, di cuntrullari lu decurriri di lu tempu, ‘nto mumentu di dilettu chi trova risettu ‘nto godimentu a la luci di ‘nu viviri semplici e chiaru, o’ funnu di l’ arma murtali ‘ccumpagnata di li gioii e di li dogghi.
Eccu, ‘na jurnata di stati ‘nto paisi ‘n cullina, virdi naca di ciuri e frutti di la terra, a guardia di la me vita!

Rita Vieni

UNA  GIORNATA DI SOLE

Gli alberi in questa giornata assonnata guardano al cielo mentre l'aria intorno accarezza lieve la pelle tiepida al nuovo giorno.
L’azzurro del cielo solcato da nuvole e ali, invita all’agire.
L'abbaiare festoso dei cani, si perde nelle strade percorse da nessun viandante, solitarie osservano i sassi e il ricordo d’orme.
Sorrido nell'allegria del cuore e il cielo partecipa sornione, le nubi di un giorno luminoso in riposo, mi osservano e il loro tacere induce sospiri.
Nel silenzio di uno spazio limitato, quasi magico, ah qual dolce riposo, le ombre accanto, nei chiari scuri dell’animo!
Alzo gli occhi, scruto il vestito del cielo: ecco la luce nel mio giorno d’estate!

Rita Vieni



Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni



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