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Auguri figlia mia

Marzo in uno dei suoi giorni luminosi e freddi, pian piano si avvia verso l'oscurità cristallina, verso il silenzio dalle braccia spalancate ad abbracciare le ultime ore di un dì breve e non lungo, non immusonito e non pigro, caldo nel tepore di un cuore generoso e non ingordo, agrodolce nella postura di immutati silenzi ora preziosi.
Nel buio e non sotto la luce vivida, pensieri si riuniscono ammassandosi sotto la sfera luminosa e tremolante di un tetto bagnato dall'umidità collinare.
Nella stanza si illumina la voce e gli occhi si spalancano mentre assaporano le consapevolezze di una vita, toccando le vecchie consuetudini mentre nuovi attimi sostituiscono sospiri già inebriati dal passato.
I gesti profumano di gioia, la postura anticipa il movimento e gli arti, agili e scattanti, sottili e eleganti, aspettano i passi che non sosteranno ma si avventureranno in cerca della semplicità e della genuinità.
Biondi capelli, fili d'oro ora acconciati in libertà ad accarezzare le spalle ritte al futuro, occhi chiari e non scuri, luminosi e non oscuri, puri al pari delle pietre preziose, si beano contemplando l'intorno dai toni carezzevoli e non scontrosi.
Io ti guardo e sorrido.
Io ti guardo e non parlo.
Io ti guardo e ritorno indietro a quel lontano giorno, una mattina di marzo di venerdì luminosa e fredda, asciutta perché senza pioggia, a quando tu nascesti, quando tu figlia hai illuminato con la tua voce la nostra vita, sì, mia e di tuo padre.
Ancora ti guardo, guardo questo presente e annuisco semplicemente e girando le spalle, mentre mi avvio , ti guardo ancora.
Contemplo questa pienezza che si addentra nelle profondità della mente e del corpo coinvolgendo i sensi e sospiro, sospiro nella gratitudine del dono.
Auguri figlia mia!


Rita Vieni


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E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Il buio dentro la luce

Osservo in questo, il colore luminoso e il soffio di vita che si sprigionano nel quotidiano di ognuno. Ognuno con la sua ombra, chiaroscuro d'essenza, con la gabbia e con il desiderio di grandi ali pennute magnifiche, con arti ad artigliare il mondo per spiccare un volo incontrastato. Che sia un lungo incipit, un intreccio carismatico, un flusso coscienzioso, una abbinamento con il monocromatico, una coesistenza con anacenosi in duetto con l'epifonema. L'epilogo, un lungo idillio nel breve corso naturale!

La mia vita addossata sulle spalle preme fuori da sé per scoprirsi gli occhi inebriati dai colori vivi e smorti. Accarezza le ombre, parla agli echi ma si solidifica quando scorge il se che raffredda il tono ballerino che arresta la corsa a perdifiato. Infine il buio dopo aver bevuto la luce!


Rita Vieni



A PIEDI NUDI

Respiro lungo la strada del giorno, osservo il mio alito, conto i giorni andati, accarezzo il futuro lieta nella dimensione astratta e infiocchettata, impossibile individuarne le sorprese.
Ai doni, alle rinunce, alla scoperta del dopo mi accodo.
Però ho timore dell'aria inquinata, ho timore della cascata contaminata, ho dubbi e paure agli incroci vitali!
Indugio su un fiore, il colore è inganno, l'odore mi oblia, l'occhio duole.
Proseguo lungo la strada del giorno che conduce e qui incomincio ad afferrare che è delimitata dai timori, dall'aria inquinata, dalla cascata contaminata dei riflessi pensieri, compagni di stanza, non più al quando, ma continui e celati alla mente e all'occhio.
Ed è nel proseguo che costante e benevolo e capriccioso e odierno che prendo per mano i miei cari, stretti nella ferrea presa e a piedi nudi respiro.

Rita Vieni