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L'USO DEL TEMPO

E il tempo a spasso mai stanco, lento corre e semina al vento.
Il suo agire è nella luce della tempesta in quiete o tra orme giganti, è nel buio dove rumoreggia la rima dove appare e scompare l’infinito non definito con ogni oggetto nel mirino.
Compagno  accampato al fianco, ci dimenticherà ingrato, ci ricorderà grato con l’andante a gironzolare qua e là, curioso, circospetto, capriccioso, nel senso segnalato della rotonda alla via.
Mi domando che uso di noi dentro il suo spazio, in istanti, in attimi accumulati, in e con chiacchiere invadenti dentro le anime!
Un uso passivo? Un uso attivo? Un uso riflessivo?
Un uso dedito al niente?
Né verbo, né periodo!
Che dire al niente?
Che dire al non dialogo e allo sguardo privo di bellezza e muto mentre sorvola i piedi dell’inerzia.

DIPINGO

Imbratto una tela, dipingo!
Al foglio, alle righe, al bianco non velo,
affido pensieri, dolori , pace
speranze in abiti di lusso.
Incontro gli accenti, spezzo le pause,
al fine il dunque.
Scorgo la rima banchettare con il
silenzio, afona aspetta allitterata,
calma il cleuasmo, mite albeggia al crepuscolo
del cuore.
Ritrovo il gomitolo sparso al buio,
l’epifonema scalza il niente e fugge
dalle lettere mute: la parola
foriera di verità!

Rita Vieni


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E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Il buio dentro la luce

Osservo in questo, il colore luminoso e il soffio di vita che si sprigionano nel quotidiano di ognuno. Ognuno con la sua ombra, chiaroscuro d'essenza, con la gabbia e con il desiderio di grandi ali pennute magnifiche, con arti ad artigliare il mondo per spiccare un volo incontrastato. Che sia un lungo incipit, un intreccio carismatico, un flusso coscienzioso, una abbinamento con il monocromatico, una coesistenza con anacenosi in duetto con l'epifonema. L'epilogo, un lungo idillio nel breve corso naturale!

La mia vita addossata sulle spalle preme fuori da sé per scoprirsi gli occhi inebriati dai colori vivi e smorti. Accarezza le ombre, parla agli echi ma si solidifica quando scorge il se che raffredda il tono ballerino che arresta la corsa a perdifiato. Infine il buio dopo aver bevuto la luce!


Rita Vieni



A PIEDI NUDI

Respiro lungo la strada del giorno, osservo il mio alito, conto i giorni andati, accarezzo il futuro lieta nella dimensione astratta e infiocchettata, impossibile individuarne le sorprese.
Ai doni, alle rinunce, alla scoperta del dopo mi accodo.
Però ho timore dell'aria inquinata, ho timore della cascata contaminata, ho dubbi e paure agli incroci vitali!
Indugio su un fiore, il colore è inganno, l'odore mi oblia, l'occhio duole.
Proseguo lungo la strada del giorno che conduce e qui incomincio ad afferrare che è delimitata dai timori, dall'aria inquinata, dalla cascata contaminata dei riflessi pensieri, compagni di stanza, non più al quando, ma continui e celati alla mente e all'occhio.
Ed è nel proseguo che costante e benevolo e capriccioso e odierno che prendo per mano i miei cari, stretti nella ferrea presa e a piedi nudi respiro.

Rita Vieni