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OTTOBRE

Il mio sentire e dire in questo autunno estivo, sorridente sulla  collina verde muschio, spruzzata dal caldo marrone rossiccio delle foglie, tra i fiori e alberi quasi appisolati, respira in sintonia con la natura.
Nel pomeriggio di un giorno d’ottobre, ancora il sole irradia i suoi caldi raggi, di speranza allietano e soffocano i brividi al tendersi verso il  triste novembre: il pensiero annuvola il cuore!
Abbandonata nell’aria dal cielo dipinto dal chiaro celeste, satura di malinconici odori, di errabondi  sporadici insetti, mi avventuro in cerca di luoghi e vita.
Ah come mutano i luoghi alle stagioni!
Al rumore di bimbi, di una palla che corre tra i sentieri verdi, ora tutto tace, la vista non appaga alle voci, appaga al vedere il secco, l’abbandono, l’edera viva, in piena fioritura, abbarbicata sui muri, sulle recinzioni, nelle campagne, nei tratti di strada lontana da mani che possono strappare.
Definirei l’incanto del luogo, scorci naturali di un paesino carino, in sinestesi con il mio io, adesso silente, poco affabile, luminoso e generoso.
Ricevo la natura nel mio diario, tra queste parole trova dimora sempreverde e ricorderà un momento prezioso, cullato dal canto dell’eco della collina, tra gli ulivi e le lantane.
Il pallore dell’ulivo, il sapore dell’olio mi riportano a nuovi ricordi, ma questa è un’altra storia da narrare al prossimo appuntamento.



Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni



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