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PERCHE' I SILENZI

Quando i silenzi si fanno opprimenti, reale è la percezione del vuoto intorno, delle voci affievolite, dei mancati sorrisi, del magone, dei desideri, del baratro nel quale si è caduti, tutto ci sembra inutile e, la solitudine riempie gli occhi di liquido incolore, incapace di traboccare.
Il cuore grida, vaga per le sue stanze silenziose, non alza bandiera bianca, troppo orgoglioso e tronfio di sé.
Si ritorna nei percorsi incriminati, si riavvolge la pellicola incapaci di afferrare il tempo frontale e dire: “Scusa”!
Si ritorna al prima e si recita il dialogo senza monologo, ma ancora una volta la spinta all’autodistruzione sotto forma di inquietudine, ansia, attesa.
Eppure, tu non vuoi la solitudine, ami le voci, i sorrisi, i volti, le chiacchiere, ami il tutto intorno, ma l’incapacità e l’essere se stessi, cozzano, si rifiutano alla collaborazione.
Sul far della sera, ti ritrovi seduto tra i perché, vorrei, basta, la mente piena e il cuore desolato, gli occhi candidi e la parola dissidente, ma ti ritrovi al quasi buio senza aver chiesto scusa con un orgoglio quantificato dall’irragionevolezza unica tua pecca nell’io troppo chiuso in sé da ferite profonde antiche.
La quiete preghi, a risorgere dal fondo melmoso, le rane del pantano ti guardano e beffano, il rospo si riempie tronfio a sfidarti su chi è più ottenebrato dei due.
La salvezza aneli, intanto che getti basi d’inchiostro su un foglio bianco.

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni





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E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Il buio dentro la luce

Osservo in questo, il colore luminoso e il soffio di vita che si sprigionano nel quotidiano di ognuno. Ognuno con la sua ombra, chiaroscuro d'essenza, con la gabbia e con il desiderio di grandi ali pennute magnifiche, con arti ad artigliare il mondo per spiccare un volo incontrastato. Che sia un lungo incipit, un intreccio carismatico, un flusso coscienzioso, una abbinamento con il monocromatico, una coesistenza con anacenosi in duetto con l'epifonema. L'epilogo, un lungo idillio nel breve corso naturale!

La mia vita addossata sulle spalle preme fuori da sé per scoprirsi gli occhi inebriati dai colori vivi e smorti. Accarezza le ombre, parla agli echi ma si solidifica quando scorge il se che raffredda il tono ballerino che arresta la corsa a perdifiato. Infine il buio dopo aver bevuto la luce!


Rita Vieni



A PIEDI NUDI

Respiro lungo la strada del giorno, osservo il mio alito, conto i giorni andati, accarezzo il futuro lieta nella dimensione astratta e infiocchettata, impossibile individuarne le sorprese.
Ai doni, alle rinunce, alla scoperta del dopo mi accodo.
Però ho timore dell'aria inquinata, ho timore della cascata contaminata, ho dubbi e paure agli incroci vitali!
Indugio su un fiore, il colore è inganno, l'odore mi oblia, l'occhio duole.
Proseguo lungo la strada del giorno che conduce e qui incomincio ad afferrare che è delimitata dai timori, dall'aria inquinata, dalla cascata contaminata dei riflessi pensieri, compagni di stanza, non più al quando, ma continui e celati alla mente e all'occhio.
Ed è nel proseguo che costante e benevolo e capriccioso e odierno che prendo per mano i miei cari, stretti nella ferrea presa e a piedi nudi respiro.

Rita Vieni