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E ACCENDO I RICORDI...


 Spalmo una fetta di pane casereccia con il vissuto d’un tempo, al piacere  e all’ebrezza di dì di primavera, esposta alla calura tiepida e gradevole in una natura campestre.
Ah l’armonia figurante, ah il sapore del respiro di un’aria carica di profumi, inondavano e ostruivano i condotti dell’olfatto, li assaporavo come nettare d’api.
Viandante per i sentieri, percorrevo in un’allegra corsetta, a volte ruzzolavo, le discese e le salite, in un girotondo di risa in compagnia di rane che dalla vasca vicina “Gebbia”, gracidavano all’incursore molesto.
E via alla caccia ai girini, con un ondeggiare d’acqua morta con il muschio aderente alle pareti e al fondo scivoloso.
Anche con le pietre piatte ad increspare la superficie ho giocato!
La meta è oltre, in altri campi in un posticino particolare: vicino ad un rio, a giocare con l’argilla!
La mia fantasia con ali variopinte, diviene padrona del mondo!
Beh i ricordi son tanti della mia fanciullezza colorata e sbarazzina, provo tanta nostalgia al ricordo e ai visi che la accompagnano!
Consumata la fetta di pane, ritorno sazia su questa collina, in un posticino in alto al sole, circondata dall’azzurro del cielo!

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.




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E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Il buio dentro la luce

Osservo in questo, il colore luminoso e il soffio di vita che si sprigionano nel quotidiano di ognuno. Ognuno con la sua ombra, chiaroscuro d'essenza, con la gabbia e con il desiderio di grandi ali pennute magnifiche, con arti ad artigliare il mondo per spiccare un volo incontrastato. Che sia un lungo incipit, un intreccio carismatico, un flusso coscienzioso, una abbinamento con il monocromatico, una coesistenza con anacenosi in duetto con l'epifonema. L'epilogo, un lungo idillio nel breve corso naturale!

La mia vita addossata sulle spalle preme fuori da sé per scoprirsi gli occhi inebriati dai colori vivi e smorti. Accarezza le ombre, parla agli echi ma si solidifica quando scorge il se che raffredda il tono ballerino che arresta la corsa a perdifiato. Infine il buio dopo aver bevuto la luce!


Rita Vieni



A PIEDI NUDI

Respiro lungo la strada del giorno, osservo il mio alito, conto i giorni andati, accarezzo il futuro lieta nella dimensione astratta e infiocchettata, impossibile individuarne le sorprese.
Ai doni, alle rinunce, alla scoperta del dopo mi accodo.
Però ho timore dell'aria inquinata, ho timore della cascata contaminata, ho dubbi e paure agli incroci vitali!
Indugio su un fiore, il colore è inganno, l'odore mi oblia, l'occhio duole.
Proseguo lungo la strada del giorno che conduce e qui incomincio ad afferrare che è delimitata dai timori, dall'aria inquinata, dalla cascata contaminata dei riflessi pensieri, compagni di stanza, non più al quando, ma continui e celati alla mente e all'occhio.
Ed è nel proseguo che costante e benevolo e capriccioso e odierno che prendo per mano i miei cari, stretti nella ferrea presa e a piedi nudi respiro.

Rita Vieni