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L'APPARENZA INGANNA

Si dice che l'apparenza inganni, che celi ben più di quello che è apparente.
Una verità dichiarata, può assumere contorni  diversi, dipende da quale lato la si guardi.
Ciò che è verità dichiarata, in definitiva può dimostrarsi  l’angolatura abbellita da nastri che l’apparente
mistificatore propone.
Un’apparente verità, una versione riveduta e corretta secondo le esigenze.
Viceversa quello che per alcuni è banale, insignificante, assume colore e corpo diverso, allo svelarsi di episodi o dichiarazioni.
 L’apparenza inganna, quando l’essere si propone, riveduto e corretto, quando alza una cortina
di fumo a celare ciò che in realtà è, quando per timore di essere feriti, derisi, oggetto di troppa attenzione,
assume un comportamento non proprio alla natura dell’io.
L’apparenza inganna, a fin di bene o a fin di male, dipende dal contesto, dai luoghi e persone.
Voci definite direbbero che l’apparenza è la normale conseguenza dei troppi perché e come, un’interpretazione di una verità plasmata e fatta personale.
Nel giro delle apparenze ci si finisce così a volte per caso, a volte volontariamente, quando le aspettative dei tanti sono troppe, quando il cerchio di appartenenza lo impone.
Finta apparenza, ma non per forza di cose, finta apparenza quando la volontà è succube della visibilità, così è quando alla ordinaria follia si aggiunge l’evasione di un quotidiano forse piatto o incompleto o poco esaltante.
A ciascuno la sua!

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.



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