sabato 11 febbraio 2017

La collina

Nessun suono incrina questo buio definito, questo adesso strutturato e adagiato su zolle fradice di orme, di presenze vive e attive, di passi arresi, arrestati precocemente o lentamente, spenti al tempo.
Nessun suono incrina superfici piatte, squadrate dentro colori scuri e caldi al freddo di un inverno poco clemente, dormiente, quasi fosse una lumaca che avanza e non arriva al traguardo se non dopo lungo peregrinare.
Nessuna luce incrina questo spazio allocato sull'oscurità viva, fumante di respiri quasi assopiti, di intervalli spalmati su coperte intrise di vite.

In questo spazio di non suoni, odo il battito lento e forsennato del mio cuore, come una litania batte e batte e chiama e richiama a sé una dolce verità: Respiro la collina mentre dolcemente mi arrendo al suo sapore!

Rita Vieni




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