mercoledì 12 febbraio 2014

UNA GIORNATA TRA LE TANTE

Il giorno si sveglia al candore della nebbia.
Alberi nudi al freddo d’inverno spogliati dal verde indossano sai poveri, nell’attesa di tempi lieti e ricompensa dalla madre terra.
Un lago specchio dei tempi, conserva illusioni, memorie, segreti che sepolti nel melmoso fondo, riemergono putridi per decomporsi all’aria del giorno.
In quel terriccio, su quella panca, impronte estive di innamorati che languidi adagiati con occhi bramosi divorano quello specchio argenteo alla luce della luna.
Sospiri alzati in alto, sospinti giocosamente da aliti di vento, danzano sino a quegli alberi in fondo al lago, dove la vista si assottiglia dove il corpo si rimpicciolisce.
Parole tenere sussurrate da bocche bramose, si nutrono di vicendevoli sospiri, amori dichiarati ed eterni incisi su duro legno.
Guardando la seduta della panchina, nomi e date, eterne nel tempo!
Quante vite di passaggio, legate alla fuggevole luce di una nebbia senza volto e identità.
Sotto la luna innamorati che si giurano eterno amore.
Adesso solo l’attimo di uno sguardo che fugge rincorso dal tempo e sepolto nel fondo del lago.

Rita Vieni


Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.



LUNA

Nascosta, rabbrividita per le miserie umane, colpita e ferita dall’egoismo degli uomini, si ritrae.
Una nuvola in soccorso nel dipinto nero di un sepolcrale cielo, chiede:
“Dimmi, è forse il sonno dei giusti che invocano nei lamenti umani, voci assordanti oppure il desiderio dell’eterno oblio di chi peccatore pentito anela alla pace dei sensi”?
E la luna:
“E’ la miseria umana, che non paga della malvagità , della corruzione, della sete di sangue, chiede che illumini la notte che guidi la mano di chi colpirà ancora, così da ferirmi a morte, lacerarmi e sconfiggermi.
Io non ho più volto, non ho identità, sola ne l’immenso buco nero a invocare il primo sprazzo di luce, la fuga nell’ultima stige di oscurità”!

Rita vieni



Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


RADICI

Chiusa in teca, gettata in pasto,
mutilata e cieca, muta al riflesso
argenteo e al di sirena richiamo.

Un’anima vaga…Alla ricerca di se stessa.


Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.





LA VITA E' UN URLO

La vita è un urlo, contro la morte.
Vivere , guardare, ascoltare, esprimersi e dialogare.
Lasciare l’impronta di sé.

Rita Vieni


Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


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