domenica 23 novembre 2014

SENZA

Ascolto voci, prosopopea inanimata, ascolto motivi alati, onomatopee, ascolto l’oblio che sente senza  steccare, il silenzio è una stanza trasparente e profonda.
Ascolto il percorso di un cielo azzurro, senza anima.
Senza sole, senza luna, con la nebbia che preclude l’orizzonte: nessuna speranza al viandante fermo al turno imposto dal tempo.
Intanto il cielo trova il percorso, indossa l’anima, precedentemente stesa ad asciugare, intrisa del temporale, troppe le colpe da additare, tutto ripercorre e prende il posto usuale: odori, suoni, sapori, atmosfere.
Il mio muro, con in cima aguzzi vetri, sfonda l’incomprensibile: compreso dal cieco che legge attraverso, dal muto che parla al sordo in ascolto in vista di un poi di luce.
Nel tutto che è posto davanti a tutti, è obbligo, per l’armonia e la serenità, porsi in mano alla vita, vera e non illusoria, alla tristezza coperta d’acqua, al fango presto lavato via, al sorriso ed a un nuovo inizio in speranza.

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni


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