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LA VOCE DEL SILENZIO

Quanto silenzio intorno a me.
Immersa in un tempo senza confini, in assenza di voci, ritagliato un angolo tranquillo, rifletto su situazioni, avvenimenti, casi della vita, tempi attuali nei quali cerco tracce del passato.
Cosa rimane del passato proiettato nel futuro?
Pensieri, carattere, opportunità prese al volo, rinunce o costruzioni di speranze, il desiderio avverato in parte o totale, tanti desideri rimasti tali.
La vita con il suo vociare stringe intorno, soffocando il silenzio, ma quando esso irrompe e prepotente prende il sopravvento ci si annulla.
Uscirne è un COSTRUIRSI, specialmente se nel suo spazio si colloca una realizzazione di un sogno reso realtà, TROVA INSERIMENTO l’amicizia vera, le conoscenze virtuali, pezzetti di sé ben dosati.
Il passato è presente da inserire, confronto come sviluppo, come cultura, come monito per errori da non commettere.
La voce del silenzio non è glaciale quando il calore dei rapporti troncati ritornano, quando la memoria tiene un posto d’onore per le assenze giustificate.
E’ una voce che tiene a noi, amica e confidente.
Le prove imposte ieri in parte superate, quelle proposte adesso da superare, o ancora da mostrare, se il tempo fornisce il modo, nell’angolo del silenzio la sua voce può guidare, ma mai predominare.
Noi ascoltiamola, ma tacitiamola, quando prepotente vuol dominare.
Tirando le somme, le fatiche e le ambizioni, sotto la luce tranquilla di questa voce appaiono semplici e in questa penombra musicale, dove il silenzio lievemente suona, torno per assumere la padronanza dello svolgersi del quotidiano, illusorio o poco affidabile, dolce nell’essere.

Rita Vieni


Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.



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Rita Vieni



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Proseguo lungo la strada del giorno che conduce e qui incomincio ad afferrare che è delimitata dai timori, dall'aria inquinata, dalla cascata contaminata dei riflessi pensieri, compagni di stanza, non più al quando, ma continui e celati alla mente e all'occhio.
Ed è nel proseguo che costante e benevolo e capriccioso e odierno che prendo per mano i miei cari, stretti nella ferrea presa e a piedi nudi respiro.

Rita Vieni