sabato 1 novembre 2014

L'ETERNO DOMANI

Ondeggiano i rami al vento e i cipressi piangono al pianto delle campane.
L’aria silente non proferisce, gli occhi muti s’annegano al dolore.
L’urlo percuote la gola che affranta e mesta china al comando del capo incline al sordo e ruvido dolore.
Il pianto in mestizia è compagno, è dono, è il passaggio al nuovo domani che al sorriso scarno e povero incontrerà per sempre un’anima orfana.
Ondeggiano i rami al vento, percossi dalla pioggia e dal mormorio della gente, le campane fermano il pianto: ecco il luogo dell’eterno domani!

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.



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