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L'ATTIMO ETERNO

I colori esplodono in una sinfonia dileguata dal vento di passaggio, ad una luce non fredda di un freddo mattino di dicembre, alle immagini meravigliose per le vie, i visi arrossati e gli sbuffi d’alito in vapore accompagnano viandanti dentro pesanti indumenti.
Un paesino e il suo suolo, attraversato da macchine veloci che toccano l’asfalto grigio, consumano gli istanti al percorso verso la meta.
E la meta è per ogni dove, sarà sempre un arrivo, un rivedersi, un rito uguale quotidiano al lavoro, un appuntamento d’affari o semplicemente un ritrovarsi a chiacchierare.
I rumori bussano al soffio benevolo del cielo, coperto da nuvole irrequiete, il frondoso sempreverde tende al suo spazio, eterno nel suo vivere che affonda le radici dentro la nuda terra ricca di storia.
Scrivo questi miei pensieri, mentre già avverto agli occhi il mutare della luce.
Pochi istanti ed un sole incolore invade la finestra si posa sulla mia mano, odo il richiamo del vento, vedo l’agitarsi dei rami verso l’orizzonte, poche gocce di pioggia riposano sui vetri,  la mia vista beve a tale immagine.
Scrivo di istanti mutevoli, scrivo di un tempo trascorso e tocco l’unica traccia del suo passaggio.
Le mie mani abbandonate dai raggi dentro l’eco della fuga smettono di muoversi alla tastiera.
Metto fine alla scrittura e conserverò alla memoria l’attimo eterno!

Rita Vieni


Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni 


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