martedì 20 marzo 2018

Sapore d'inverno


La mattina ha il sapore di un inverno in riposo (vecchio e stanco), freddo e umidità invadono gli usci e reclamano il calore del fuoco, di un caldo e avvolgente quanto sonnolente tepore a riscaldare stanze dalle finestre spalancate per fare entrare aria nuova.
Mi soffermo con il pensiero alla contemplazione del cielo: appare capriccioso, tedioso, tra il mansueto e l'arrabbiato, indeciso!
Sciolti gli ultimi residui di neve, m'appare scolorito,  appassito dunque, il paesaggio.
Ah la meraviglia di quel candore, il tepore familiare, non consueto, di remoti dì narrati da predecessori, da vecchi cantori, da cari al cuore ormai affidati alla nuda terra, tornati alla radice che fu primaria e narratrice!
Avanzo sino alle porte dell'infanzia, l'intreccio è protagonista di altri cieli innevati, pochi nella realtà, il clima gentile di questa dolce collina è poco ospitale al gelo invernale.
Conduco i passi verso il cuore, adesso asciutto, di una piccola piazzetta e giunta lì, cerco tracce di me, osservo echi di un presente passato, di un ieri ancor più andato, fisso lo sguardo di avide pupille su una facciata emaciata, logora agli anni e incappata in quest'ora di introspezione.
La Chiesa Madre che ospita la Patrona del paesino di Mirto, Santa Tecla, venerata, il 24 settembre, con devozione e riti sacri.
In breve, dopo un circolo o perifrasi verde, mi attivo e calpesto una superficie grigia di mattonelle in pietra: presto raffreddate, l'orma fugace e lieve dal ticchettio  inesistente.
Avvinta a quest'aria fine, profumata di vissuto, dorata da esistenze che affacciandosi agli usci salutano e sorridono, ritorno alle mie certezze, alle carezze di mani amorevoli, al tetto che emoziona e aspetta immutato nel susseguirsi di giorni diversi ma uguali.
Sul far della sera, scruto il paesaggio, il mare lontano, le montagne intorno e la vista paga si ritira chiudendo le imposte e l'anima si affida alla notte che veglierà il sonno, nella speranza di rimirare ogni domani.


Rita Vieni

Mirto, lì 13\01\2017







Sono ancora qui

Dita sottili, trasparenti, sollecitano un respiro affrettato, una luce luminosa di un dolce luglio invade il mio olfatto, una calda intimi...