sabato 17 marzo 2018

Per sempre tu


 Marzo in uno dei suoi giorni luminosi e freddi, pian piano si avvia verso l'oscurità cristallina, verso il silenzio dalle braccia spalancate ad abbracciare le ultime ore di un dì, breve e non lungo, non immusonito e non pigro, nel tepore di un cuore generoso e non ingordo, agrodolce nella postura di immutati silenzi ora preziosi.
Nel buio e non sotto la luce vivida, pensieri si riuniscono ammassandosi sotto la sfera luminosa e tremolante di un tetto bagnato dall'umidità collinare.
Nella stanza si illumina la voce e gli occhi si spalancano mentre assaporano le consapevolezze di una vita, toccando le vecchie consuetudini mentre nuovi attimi sostituiscono sospiri già inebriati dal passato.
I gesti profumano di gioia, la postura anticipa il movimento e gli arti, agili e scattanti, sottili e eleganti, aspettano i passi che non sosteranno ma si avventureranno in cerca della semplicità e della genuinità.
Biondi capelli, fili d'oro ora acconciati in libertà ad accarezzare le spalle ritte al futuro, occhi chiari e non scuri, luminosi e non oscuri, puri al pari delle pietre preziose, si beano contemplando l'intorno dai toni carezzevoli e non scontrosi.
Io ti guardo e sorrido.
Io ti guardo e non parlo.
Io ti guardo e ritorno indietro a quel lontano giorno, una mattina di marzo di venerdì, luminosa e fredda, asciutta perché senza pioggia, a quando tu nascesti, quando tu figlia hai illuminato con la tua voce la nostra vita, sì, mia e di tuo padre.
Ancora ti guardo, guardo questo presente e annuisco semplicemente e girando le spalle, mentre mi avvio , ti guardo ancora.
Contemplo questa pienezza che si addentra nelle profondità della mente, del corpo coinvolgendo  i sensi e sospiro, sospiro nella gratitudine del dono.
Auguri figlia!

Rita Vieni



Sono ancora qui

Dita sottili, trasparenti, sollecitano un respiro affrettato, una luce luminosa di un dolce luglio invade il mio olfatto, una calda intimi...