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LA MIA COLLINA

E' un nuovo mattino, la luce circonda le mie membra non più assopite, ristorate dal lungo interminabile breve sogno già dimenticato.
Sveglia e desta al mattino di un giorno freddo al caldo di pareti colorate, mi avvio come consueto incontro ad incognite e man mano che i minuti si accumulano e accumuleranno, vedono e vedranno la realtà del luogo e dei verbi, specchiandosi senza ostacoli o parentesi.
In questa luce, dentro la luminosità scandita da rintocchi vivi, dagli echi che conducono nel medesimo posto, accarezzo gli oggetti, smalto superfici dure e affermo il possesso sulle appartenenze che mi infondono sicurezze e prendendomi per mano mi conducono verso
eremi silenziosi e tranquilli, miti e muti, rotti ma non scheggiati del mio tetto caro al sentimento, odorante d'appartenenza e ciarliero alla ragione in ragione di dialoghi e discorsi diretti.
Accumulo i morfemi, definisco il definito, guardo i monti, questa collina, il mare in onde tranquille e ferme, il cielo sereno e muto nel suo annuvolato azzurro, le cime svettanti rami spogli e nudi di foglie, qualche breve e sporadico volo pennuto e sorrido.
Sorrido alla gioia.
Sorrido al mattino brillo di vita affacciato sulla terra bruna odorosa di humus.
Sorrido ai dintorni scheletriti dagli anni ma con un fascino ancora verde.
Sorrido e alle fattezze solitarie e pigre di una collina già sveglia riprendo i passi senza ombre.


Rita Vieni  


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E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Memorie

Non esiste il silenzio, parole mute scorrono dentro un sentimento mai sedato, dentro un cuore appagato, dentro pareti assenti in un tetto ove il cielo è la quiete che rasserena. Dimoro a lungo nel breve intervallo che separa il presente dal passato, dimoro brevemente in luoghi ove il respiro si bagna di libertà e gioia, si ubriaca del leggero alito caldo, del leggero battito di ciglia al tocco tenero di un raggio vagabondo in un dì magnifico. Leggera, senza legami a frenare il volo, spazio su per il mondo, in una fetta di terra senza fondo. Non cado, non cammino, non atterro, contemplo l’animo rinvigorito dal lungo cammino. Ah quanto respiro e quanti rumori ho assorbito! Ah quante voci ho inghiottito, quante mani ho udito, sapienti nella giustizia di un vivere giusto!  Raccolgo nel cesto dei ricordi ogni memoria memore di colori, ora monocromatici, ora orfani, li ripiego, li custodisco in bauli arrugginiti dal tempo che impietoso vaga senza sosta. Sosto e bevo, sosto e mi sazio ancora affama…

Il buio dentro la luce

Osservo in questo, il colore luminoso e il soffio di vita che si sprigionano nel quotidiano di ognuno. Ognuno con la sua ombra, chiaroscuro d'essenza, con la gabbia e con il desiderio di grandi ali pennute magnifiche, con arti ad artigliare il mondo per spiccare un volo incontrastato. Che sia un lungo incipit, un intreccio carismatico, un flusso coscienzioso, una abbinamento con il monocromatico, una coesistenza con anacenosi in duetto con l'epifonema. L'epilogo, un lungo idillio nel breve corso naturale!

La mia vita addossata sulle spalle preme fuori da sé per scoprirsi gli occhi inebriati dai colori vivi e smorti. Accarezza le ombre, parla agli echi ma si solidifica quando scorge il se che raffredda il tono ballerino che arresta la corsa a perdifiato. Infine il buio dopo aver bevuto la luce!


Rita Vieni