mercoledì 11 gennaio 2017

Sera

La sera scende lenta e fredda, una sera di gennaio,una sera dal destino quasi andato che ha dato in tristezza e in commozione.
Ora raccolgo sospiri emessi, quieta siedo ed osservo il cielo oscuro privo della pioggia del giorno, caduta lentamente e continuamente.
Ascolto il riflesso del mio viso sul vetro appannato, esso non giudica, non parla.
In silenzio si scruta cercando echi sepolti già da lungo tempo e, socchiudendo gli occhi, mi accorgo che il tempo sta dileguandosi velocemente.
Il viso in questo definito riflessivo, riflette con dignità, cerca una ragione alle tante ragioni di questa vita giusta e ingiusta, il cuore scuote affanni e dolori e si china alle inevitabili verità che affollano binari in corsa spezzati d'improvviso.
Fine corsa!

La tristezza permea quest'aria intorno, una carezza lieve dell'ora serale gira intorno al mio corpo ed io scuotendo gli arti accolgo l'oscurità fitta e mi avvio verso la luce di una stanza piena di voci.

Rita Vieni




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