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Cielo invernale



Oltrepasso il buio per appoggiarmi sulla luce che serena si sofferma lungo una seduta che si staglia sotto un cielo invernale.
Il fiato si inorgoglisce a tale visione, si alza ad abbracciare il canto muto di note intonate, di affermazioni stonate, di sorrisi sbiancati, di fiati suadenti su menti dalle menti in corsa verso fissi itinerari, verso binari placidi ove non odo pantani ma avverto il tempo in corsa senza sosta al traguardo agognato.
Ritta immagino le storie in corso, tremo per quelle perse nella dispersione di anime quasi scordate ma ora rivendicate, con il grido rabbioso nel loro ricordo annebbiato o appena passato.
Quanta intensità su quest’aria incontaminata, su una terra dal terriccio bagnato e asciutto, dal manto marrone muschiato, dalle radici scoperte di vecchi ruderi senza vita.
Mi invita questa esistenza a contemplare ogni essenza, senza tuttavia sfiorare fattezze nel cammino tracciato e avvicinato dal silenzio benevolo che alita senza ledere che acclama senza spingere che loda senza astio e che ama senza chiedere.
Un cielo invernale nuovo nel vecchio luogo stanco di ascoltare senza mutare ciò che ormai inevitabile al cuore, nel declino di vite integre in cammino, nell’attesa di mani e braccia che abbracceranno anche la mia storia.


Rita Vieni




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E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Il buio dentro la luce

Osservo in questo, il colore luminoso e il soffio di vita che si sprigionano nel quotidiano di ognuno. Ognuno con la sua ombra, chiaroscuro d'essenza, con la gabbia e con il desiderio di grandi ali pennute magnifiche, con arti ad artigliare il mondo per spiccare un volo incontrastato. Che sia un lungo incipit, un intreccio carismatico, un flusso coscienzioso, una abbinamento con il monocromatico, una coesistenza con anacenosi in duetto con l'epifonema. L'epilogo, un lungo idillio nel breve corso naturale!

La mia vita addossata sulle spalle preme fuori da sé per scoprirsi gli occhi inebriati dai colori vivi e smorti. Accarezza le ombre, parla agli echi ma si solidifica quando scorge il se che raffredda il tono ballerino che arresta la corsa a perdifiato. Infine il buio dopo aver bevuto la luce!


Rita Vieni



A PIEDI NUDI

Respiro lungo la strada del giorno, osservo il mio alito, conto i giorni andati, accarezzo il futuro lieta nella dimensione astratta e infiocchettata, impossibile individuarne le sorprese.
Ai doni, alle rinunce, alla scoperta del dopo mi accodo.
Però ho timore dell'aria inquinata, ho timore della cascata contaminata, ho dubbi e paure agli incroci vitali!
Indugio su un fiore, il colore è inganno, l'odore mi oblia, l'occhio duole.
Proseguo lungo la strada del giorno che conduce e qui incomincio ad afferrare che è delimitata dai timori, dall'aria inquinata, dalla cascata contaminata dei riflessi pensieri, compagni di stanza, non più al quando, ma continui e celati alla mente e all'occhio.
Ed è nel proseguo che costante e benevolo e capriccioso e odierno che prendo per mano i miei cari, stretti nella ferrea presa e a piedi nudi respiro.

Rita Vieni