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Attesa

Succede che nel mezzo di un intervallo mosso da aliti tranquilli, una improvvisa onda anomala si schianta su di una mattina apparentemente placida e intenzionata ad evitare buche e scossoni.
Per reazione ragionevole ci si comporta in modo equilibrato, si conserva l’apparenza di uno stato senza ombre.
Chiara e limpida la visuale ad occhi estranei, una specie di maschera intenzionata a discutere con il buio e l’angoscia e la paura interiori, scheletri inopportuni che albergano come edera, come iene in attesa di spolpare carcasse umane, dentro il sentimento filiale che in agguato e senza requie attende che il bilanciere penda dalla parte del peso maggiore costituito da nuvole e soffioni burrascosi.
Ma ci si sente schiacciati da un cielo sceso in terra, inani nel mezzo del pieno intonso di dolore.
Può capitare che ci si fermi impossibilitati da una iperbole accennata, sussurrata ma non evidenziata, in punta di piedi  acclamante un cleuasmo identificativo da un io sottomesso, passivo deciso a trovare un eufemismo che indori la realtà, il momento spalmato d’ossimoro, per risorgere in un climax distensivo, dalla voce declamante altisonante, in un epifonema che guardi benevolo e chiuda in un antro di luce.
La volontà, dietro alla quale si ricovera una ragione che alza spalle e tronco e schiera ragioni pullulanti d’armonie ricche di onomatopee dai suoni squillanti nel silenzio di uno spazio autunnale (le ali riposano e la libertà d’essere centra il movimento scalpitante), si lancia verso nuove fonti, avventurandosi con altre voci, altri movimenti, altri suoni non molesti  dalle vocali aperte al sorriso.
Animati da un desiderio bramoso di misericordia ,nella speranza che possa assolvere ciò che dalla trama vitale è schiaffato violentemente in terra, si prega titubanti e si attende mirando la fonte agli occhi cara, accarezzata dal bacio lanciato dal cuore.

La verità sul dubbio!


Rita Vieni

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E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Memorie

Non esiste il silenzio, parole mute scorrono dentro un sentimento mai sedato, dentro un cuore appagato, dentro pareti assenti in un tetto ove il cielo è la quiete che rasserena. Dimoro a lungo nel breve intervallo che separa il presente dal passato, dimoro brevemente in luoghi ove il respiro si bagna di libertà e gioia, si ubriaca del leggero alito caldo, del leggero battito di ciglia al tocco tenero di un raggio vagabondo in un dì magnifico. Leggera, senza legami a frenare il volo, spazio su per il mondo, in una fetta di terra senza fondo. Non cado, non cammino, non atterro, contemplo l’animo rinvigorito dal lungo cammino. Ah quanto respiro e quanti rumori ho assorbito! Ah quante voci ho inghiottito, quante mani ho udito, sapienti nella giustizia di un vivere giusto!  Raccolgo nel cesto dei ricordi ogni memoria memore di colori, ora monocromatici, ora orfani, li ripiego, li custodisco in bauli arrugginiti dal tempo che impietoso vaga senza sosta. Sosto e bevo, sosto e mi sazio ancora affama…

Il buio dentro la luce

Osservo in questo, il colore luminoso e il soffio di vita che si sprigionano nel quotidiano di ognuno. Ognuno con la sua ombra, chiaroscuro d'essenza, con la gabbia e con il desiderio di grandi ali pennute magnifiche, con arti ad artigliare il mondo per spiccare un volo incontrastato. Che sia un lungo incipit, un intreccio carismatico, un flusso coscienzioso, una abbinamento con il monocromatico, una coesistenza con anacenosi in duetto con l'epifonema. L'epilogo, un lungo idillio nel breve corso naturale!

La mia vita addossata sulle spalle preme fuori da sé per scoprirsi gli occhi inebriati dai colori vivi e smorti. Accarezza le ombre, parla agli echi ma si solidifica quando scorge il se che raffredda il tono ballerino che arresta la corsa a perdifiato. Infine il buio dopo aver bevuto la luce!


Rita Vieni