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http://www.oceanonellanima.it/CT_index.php?anno=2015&concorso=5&page=1&page_au=1Il dolore è…
Il dolore è donna…
Il dolore è uomo…
Il dolore è bambino/a…
Il dolore è l’umanità che cammina nel tentativo di salvarsi da sé, dagli altri, dal tocco insincero e naturale di un corso ineluttabile o avverso verso la fonte di tale emozione.
Il dolore è il tocco non gentile di mano feroce…
Il dolore è l’apice di sé quando giunta è la fine…
Il dolore è lo specchio opaco ove indirizzato è lo sguardo…
Il dolore è il frammento di un ricordo…
Il dolore è il fianco pronto aggrappato agli istanti protagonisti: quando essi si sommeranno, ore, giorni, mesi, anni si congiungeranno acclamandosi nel cleuasmo in sé o guarderanno l’ossimoro aspettandone la fine.
Il dolore, un tema che si adegua, si accosta, si installa, si spinge da protagonista, antagonista, si reitera, si guarda dentro una personificazione che lascia parlare il simbolo che non proferisce parola ma grida silenzioso in una sinestesi abbordata intorno mentre la perifrasi, o l’accumulazione spietata chiude ogni fuga.
Il dolore è la pausa, è la tregua in attesa del suo palcoscenico, è la voce di un pianto in riso, è uno stato che assaggia il dolce mentre ingoia l’amaro.
Il dolore, ampiamente provato ma non sviscerato, sfiorato per paura o timore d’assuefazione, tremito involontario, compagno cupo, un invisibile corpo visibile nella anima.
Il dolore tema e confronto, verso e rima, fonte e mezzo d’ascolto, sincero o sfuggente ma conosciuto al palmo e mai invidiato.
Vi invito a parlare di voi con noi, a parlare degli altri, a sfiorare i limiti per divenire lettori di sé, per affrontare il mondo vicino o lontano, per traghettare corpi dispersi, per dare voce alla morte di una prosopopea che fa rumore mentre onde dolci si accasciano su una sabbia circondata dal profumo di salsedine.
Vi aspetto sulla rotta delle emozioni per scandagliare luoghi bui in attesa del raggio di luce che guiderà verso la superficie.
Rita Vieni

http://www.oceanonellanima.it/CT_index.php?anno=2015&concorso=5&page=1&page_au=1



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E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Il buio dentro la luce

Osservo in questo, il colore luminoso e il soffio di vita che si sprigionano nel quotidiano di ognuno. Ognuno con la sua ombra, chiaroscuro d'essenza, con la gabbia e con il desiderio di grandi ali pennute magnifiche, con arti ad artigliare il mondo per spiccare un volo incontrastato. Che sia un lungo incipit, un intreccio carismatico, un flusso coscienzioso, una abbinamento con il monocromatico, una coesistenza con anacenosi in duetto con l'epifonema. L'epilogo, un lungo idillio nel breve corso naturale!

La mia vita addossata sulle spalle preme fuori da sé per scoprirsi gli occhi inebriati dai colori vivi e smorti. Accarezza le ombre, parla agli echi ma si solidifica quando scorge il se che raffredda il tono ballerino che arresta la corsa a perdifiato. Infine il buio dopo aver bevuto la luce!


Rita Vieni



A PIEDI NUDI

Respiro lungo la strada del giorno, osservo il mio alito, conto i giorni andati, accarezzo il futuro lieta nella dimensione astratta e infiocchettata, impossibile individuarne le sorprese.
Ai doni, alle rinunce, alla scoperta del dopo mi accodo.
Però ho timore dell'aria inquinata, ho timore della cascata contaminata, ho dubbi e paure agli incroci vitali!
Indugio su un fiore, il colore è inganno, l'odore mi oblia, l'occhio duole.
Proseguo lungo la strada del giorno che conduce e qui incomincio ad afferrare che è delimitata dai timori, dall'aria inquinata, dalla cascata contaminata dei riflessi pensieri, compagni di stanza, non più al quando, ma continui e celati alla mente e all'occhio.
Ed è nel proseguo che costante e benevolo e capriccioso e odierno che prendo per mano i miei cari, stretti nella ferrea presa e a piedi nudi respiro.

Rita Vieni