sabato 2 agosto 2014

LA SOLITUDINE

La solitudine ci appartiene, permette di ritagliare un angolino dove sostare, quando la strada diventa impervia, quando le difficoltà bussano alle spalle, quando il dolore ci tocca e chiama.
I motivi, o il motivo, importanti sempre da vagliare, alla guida di una scrupolosa osservazione attraverso lenti introspettive!
L’assuefazione, quando assunta in forti dosi, ci conferisce una visione distorta del reale, nell’incapacità a relazionare con l’altrui sospiro, troppo senso di sè, troppi accenni di superbia e ancora, difficoltà nel rientrare nella dimensione naturale delle cose, distacco emotivo!
L'indifferenza, il non dialogo, l’invisibilità, le distanze vuote colmi di silenzi, le orme senza impronte, il fiato emesso sotto voce, il disagio nell’imposizione di terzi, nell’io rivestito d’un solenne abito tirannico, poco sensibile e arido nel terreno battuto da ombre e sole, in una solitudine non gradita!
La nostra sensibilità e attenzione, al servizio di un’utilità a farci guida, a monito ed alt in presenza di una segnaletica poco chiara.
In fuga con la solitudine alla luce di un silenzio imposto che nasce dall’egoista o dall’insicurezza, è un punto di vista, un’angolatura di se stessi nella ricerca di tregue!

Rita Vieni

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.



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