mercoledì 26 marzo 2014

LA SOLITUDINE DELL'UOMO


 Mi ritrovo tra la folla, cammino e osservo  i passanti, visi sconosciuti che mi sfiorano, non sorridono, mi fissano ma non mi attraversano.
 Invisibile ai loro occhi.
La solitudine dell’essere è il male dell’oggi, la sconfitta dell’io che grida il non consenso ma che si piega al volere crudele del beffardo destino.
La solitudine mi fissa dall’alto della sua boria.

Caminu ''mmenzu i cristiani, taliu di
iddi li facci,
Caminu e mi fermu: si 'lluntanunu di mia!
Nun mi toccunu e mancu mi ridunu.
Muti passunu pi la strata.
Mi sentu ‘nvisibili!
La sulitudini di l’omu, lu mali
di oji!
Oh chi  scunfitta!
Iò la rinneju, però mi ‘nchinu o’ so
vuliri.

Rita Vieni


Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. 


Pubb.

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