venerdì 14 febbraio 2014

QUANTA VITA

Ho un angolo ritagliato nell’odierno agire, tranquillo ma volubile, perché sensibile al cambiare dei miei stati d’animo e di quelli che girano e agiscono con me.
Un tuffo nel passato, un ripercorrere tappe divertenti, un’adolescenza  scanzonata, figlia amata ,tirannica, viziata, sorella prepotente e sopportata, sempre amata.
Spensieratamente e non, ho attraversato corridoi larghi inondati di sole, sostata per nutrirmi del sole insieme ad amici.
Ho anche trovato corridoi stretti, angusti, poco ospitali, dove la luce poco accolta è riuscita lo stesso ad infiltrarsi e riscaldare ossa intirizzite.
Nel lungo cammino, molti diversivi.
Tutto ciò ha contribuito a farmi crescere, fortificarmi, prepararmi per affrontare sempre il domani che fu ieri, che è oggi e che sarà domani.
Nella fretta di superare stadi di età si perde a volte la spensieratezza tipica dell’adolescenza, che è molto importante: ciò che è nell’ordine del tempo è prezioso, non torna nuovamente, magari sotto altra veste, persone o cose, ma mai per l’età che si è persa.
Attendo sempre con ansia  il dopo, perché pieno d’incognite, anche se ho frenato la fantasia  pessimista, un piccolo puntino di paura mi spinge a chiedermi : “Il mio domani, quando e come si mostrerà”?
Credo che le domande che mi pongo siano comuni a molti di voi , lettori, forse chi più chi meno, un pensierino, indipendentemente dell’età, se lo ponga, l’importante è che non diventi pensiero assillante o predominante, giusto come granello di polvere da rimuovere perché fastidioso, ma non dannoso.
Se i tempi, nel tempo, son stati poco generosi, perdoniamoli, è nel normale procedere dello scorrere temporale.
Essi cessano dopo l’imperversare transitorio o durevole.
Ci aiutano ad essere oggi, il frutto di silenzi, attese, dolori e gioie, noi in un quotidiano attuale.
Raccolgo il seminato, quel che non è andato perso di me, la serenità ammaccata ma ancora in piedi, la consapevolezza dell’effimera felicità, stato d’animo transitorio, la voglia di crescere e conoscere, la sempre più forte voglia di esserci.
La vita, egoista e generosa, dura e inumana, semplice e serena, in un rinnovarsi perpetuamente in ogni angolo della natura e spazio del mondo, che si trascina, legate ad essa incognite  svelate  pian piano.

Rita Vieni


Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


RISVEGLI

Quando l’io non riesce a respirare, perché l’aria intorno è satura d’ipocrisia ,quando l’indifferenza dei tanti lascia solchi gelidi nell’intimo, quando la violenza in un mondo di prepotenti avanza, quando non si grida perché soffocate urla si strozzano e muoiono prima di vedere la luce, l’istinto che è in noi sonnecchiante, si risveglia e si scuote, rabbrividendo.
 Abbracciato, alla consapevolezza  del non essere adeguato al momento, ai tanti volti anonimi o conosciuti, all’operato povero e triste di una società che perde pezzi e se stessa per strada ,il passo è breve  nel ritrarsi, nel guardare, con distacco e rifiuto, alla miseria e al degrado, alla poca umanità e dignità, stagnante.
La vita è dei tanti “Io” che operano nel bene, nell’assoluto disprezzo per l’ipocrisia, per il rifiuto del male, per l’affermazione e lotta dei diritti umani.
Aspetto il risveglio delle tante coscienze, in un mondo che guarda indifferenze ai marciapiedi di città degradate dagli “IO” calpestati.

Rita Vieni


 Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


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