Passa ai contenuti principali

UNA GIORNATA TRA LE TANTE

Il giorno si sveglia al candore della nebbia.
Alberi nudi al freddo d’inverno spogliati dal verde indossano sai poveri, nell’attesa di tempi lieti e ricompensa dalla madre terra.
Un lago specchio dei tempi, conserva illusioni, memorie, segreti che sepolti nel melmoso fondo, riemergono putridi per decomporsi all’aria del giorno.
In quel terriccio, su quella panca, impronte estive di innamorati che languidi adagiati con occhi bramosi divorano quello specchio argenteo alla luce della luna.
Sospiri alzati in alto, sospinti giocosamente da aliti di vento, danzano sino a quegli alberi in fondo al lago, dove la vista si assottiglia dove il corpo si rimpicciolisce.
Parole tenere sussurrate da bocche bramose, si nutrono di vicendevoli sospiri, amori dichiarati ed eterni incisi su duro legno.
Guardando la seduta della panchina, nomi e date, eterne nel tempo!
Quante vite di passaggio, legate alla fuggevole luce di una nebbia senza volto e identità.
Sotto la luna innamorati che si giurano eterno amore.
Adesso solo l’attimo di uno sguardo che fugge rincorso dal tempo e sepolto nel fondo del lago.

Rita Vieni


Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.



Post popolari in questo blog

E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Memorie

Non esiste il silenzio, parole mute scorrono dentro un sentimento mai sedato, dentro un cuore appagato, dentro pareti assenti in un tetto ove il cielo è la quiete che rasserena. Dimoro a lungo nel breve intervallo che separa il presente dal passato, dimoro brevemente in luoghi ove il respiro si bagna di libertà e gioia, si ubriaca del leggero alito caldo, del leggero battito di ciglia al tocco tenero di un raggio vagabondo in un dì magnifico. Leggera, senza legami a frenare il volo, spazio su per il mondo, in una fetta di terra senza fondo. Non cado, non cammino, non atterro, contemplo l’animo rinvigorito dal lungo cammino. Ah quanto respiro e quanti rumori ho assorbito! Ah quante voci ho inghiottito, quante mani ho udito, sapienti nella giustizia di un vivere giusto!  Raccolgo nel cesto dei ricordi ogni memoria memore di colori, ora monocromatici, ora orfani, li ripiego, li custodisco in bauli arrugginiti dal tempo che impietoso vaga senza sosta. Sosto e bevo, sosto e mi sazio ancora affama…

Amicizia

Una nuvola pigra e leggera si avvia lentamente verso limiti direzionati dal leggero venticello primaverile. L’aria tersa, il mare infinito, il cielo sereno, rappresentano uno scenario che appaga e fa sospirare dentro la sfera che ossigena i pensieri vagabondi. Due viandanti eseguono di rito i soliti passi calmi in un ordinato tragitto oggetto di meraviglia e sicurezza. Le loro menti comunicano al pari delle voci, i suoni si incontrano lieti e meravigliati nello scorrere ordinato del tempo nel tempo che esse si concedono ogni giorno alla medesima ora. I cuori corrono verso le emozioni suscitate dalla cristallina mattina, le onomatopee si avvicendano tra loro, ora in duetti sbarazzini, ora in voli senza paure, ora ai rintocchi scanditi che attraversano paesi e approdano ad orecchie vispe e attente. Tutto, tutto conduce ad una trama che scalpita, ha voglia di scoprirsi e scoprire, ha la mano tesa e il piede in fondo alla strada dal terreno macchiato da ruote che corrono verso traguardi di ogn…