Passa ai contenuti principali

QUANTA VITA

Ho un angolo ritagliato nell’odierno agire, tranquillo ma volubile, perché sensibile al cambiare dei miei stati d’animo e di quelli che girano e agiscono con me.
Un tuffo nel passato, un ripercorrere tappe divertenti, un’adolescenza  scanzonata, figlia amata ,tirannica, viziata, sorella prepotente e sopportata, sempre amata.
Spensieratamente e non, ho attraversato corridoi larghi inondati di sole, sostata per nutrirmi del sole insieme ad amici.
Ho anche trovato corridoi stretti, angusti, poco ospitali, dove la luce poco accolta è riuscita lo stesso ad infiltrarsi e riscaldare ossa intirizzite.
Nel lungo cammino, molti diversivi.
Tutto ciò ha contribuito a farmi crescere, fortificarmi, prepararmi per affrontare sempre il domani che fu ieri, che è oggi e che sarà domani.
Nella fretta di superare stadi di età si perde a volte la spensieratezza tipica dell’adolescenza, che è molto importante: ciò che è nell’ordine del tempo è prezioso, non torna nuovamente, magari sotto altra veste, persone o cose, ma mai per l’età che si è persa.
Attendo sempre con ansia  il dopo, perché pieno d’incognite, anche se ho frenato la fantasia  pessimista, un piccolo puntino di paura mi spinge a chiedermi : “Il mio domani, quando e come si mostrerà”?
Credo che le domande che mi pongo siano comuni a molti di voi , lettori, forse chi più chi meno, un pensierino, indipendentemente dell’età, se lo ponga, l’importante è che non diventi pensiero assillante o predominante, giusto come granello di polvere da rimuovere perché fastidioso, ma non dannoso.
Se i tempi, nel tempo, son stati poco generosi, perdoniamoli, è nel normale procedere dello scorrere temporale.
Essi cessano dopo l’imperversare transitorio o durevole.
Ci aiutano ad essere oggi, il frutto di silenzi, attese, dolori e gioie, noi in un quotidiano attuale.
Raccolgo il seminato, quel che non è andato perso di me, la serenità ammaccata ma ancora in piedi, la consapevolezza dell’effimera felicità, stato d’animo transitorio, la voglia di crescere e conoscere, la sempre più forte voglia di esserci.
La vita, egoista e generosa, dura e inumana, semplice e serena, in un rinnovarsi perpetuamente in ogni angolo della natura e spazio del mondo, che si trascina, legate ad essa incognite  svelate  pian piano.

Rita Vieni


Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


Post popolari in questo blog

E' NATALE

E' Natale quando hai la pace nel cuore. E' Natale quando ami di cuore. E' Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! E’ Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra, ma l’immagine conserva il posto in una tavola imbandita. E' Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! E' Natale quando ancora ti emozioni nel sentire recitare figli, nipoti: la famosa letterina, tramandata negli anni, ogni anno e la cantilena sorridente in attesa del bacio! Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute!

Rita Vieni

Il buio dentro la luce

Osservo in questo, il colore luminoso e il soffio di vita che si sprigionano nel quotidiano di ognuno. Ognuno con la sua ombra, chiaroscuro d'essenza, con la gabbia e con il desiderio di grandi ali pennute magnifiche, con arti ad artigliare il mondo per spiccare un volo incontrastato. Che sia un lungo incipit, un intreccio carismatico, un flusso coscienzioso, una abbinamento con il monocromatico, una coesistenza con anacenosi in duetto con l'epifonema. L'epilogo, un lungo idillio nel breve corso naturale!

La mia vita addossata sulle spalle preme fuori da sé per scoprirsi gli occhi inebriati dai colori vivi e smorti. Accarezza le ombre, parla agli echi ma si solidifica quando scorge il se che raffredda il tono ballerino che arresta la corsa a perdifiato. Infine il buio dopo aver bevuto la luce!


Rita Vieni



A PIEDI NUDI

Respiro lungo la strada del giorno, osservo il mio alito, conto i giorni andati, accarezzo il futuro lieta nella dimensione astratta e infiocchettata, impossibile individuarne le sorprese.
Ai doni, alle rinunce, alla scoperta del dopo mi accodo.
Però ho timore dell'aria inquinata, ho timore della cascata contaminata, ho dubbi e paure agli incroci vitali!
Indugio su un fiore, il colore è inganno, l'odore mi oblia, l'occhio duole.
Proseguo lungo la strada del giorno che conduce e qui incomincio ad afferrare che è delimitata dai timori, dall'aria inquinata, dalla cascata contaminata dei riflessi pensieri, compagni di stanza, non più al quando, ma continui e celati alla mente e all'occhio.
Ed è nel proseguo che costante e benevolo e capriccioso e odierno che prendo per mano i miei cari, stretti nella ferrea presa e a piedi nudi respiro.

Rita Vieni