mercoledì 12 febbraio 2014

LUNA

Nascosta, rabbrividita per le miserie umane, colpita e ferita dall’egoismo degli uomini, si ritrae.
Una nuvola in soccorso nel dipinto nero di un sepolcrale cielo, chiede:
“Dimmi, è forse il sonno dei giusti che invocano nei lamenti umani, voci assordanti oppure il desiderio dell’eterno oblio di chi peccatore pentito anela alla pace dei sensi”?
E la luna:
“E’ la miseria umana, che non paga della malvagità , della corruzione, della sete di sangue, chiede che illumini la notte che guidi la mano di chi colpirà ancora, così da ferirmi a morte, lacerarmi e sconfiggermi.
Io non ho più volto, non ho identità, sola ne l’immenso buco nero a invocare il primo sprazzo di luce, la fuga nell’ultima stige di oscurità”!

Rita vieni



Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.


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